Speciale "FREE CLIMBING"

Il nostro BOX N.2 sul piazzale del Porto a Cala Gonone è un importante riferimento per tutti i free climbers e gli escursionisti. Tutto l'anno garantiamo trasferimenti con gommoni, per raggiungere Cala Luna e Cala Goloritzé, con partenza e rientri a tutte le ore (o solo rientri se decidente di fare il percorso a piedi).

Siamo in grado, inoltre, di darvi tutte le informazioni che riguardano le nuove vie di arrampicata e trekking lungo la costa del Selvaggio Blu, ci occupiamo per voi dell'approvvigionamento di acqua e viveri, facendoveli trovare direttamente nei luoghi di arrivo o partenza. Possiamo mettervi a disposizione guide esperte, fornirvi corde e attrezzature d'arrampicata.


Cala Goloritzé - Aguglia

Quando si incontra qualcuno che non è ancora stato a Cala Goloritzé di solito si sgrana gli occhi e gli si consiglia assolutamente di andarci. Non è possibile arrampicare in Sardegna e non essere mai stati sull'Aguglia, uno degli obelischi più belli d'Italia! Così quando si insegna ad arrampicare ad un amico, spesso ci si scopre a progettare insieme di salirla: "Quando sarai abbastanza allenato" gli si dice "ti porterò sull'Aguglia...". Ho salito quello stupendo menhir di calcare almeno 15 volte ma desidererei farlo ancora, anche solo per procurare piacere ad un amico, per il solo gusto di calcare un'altra volta quella stretta cima dove si riesce a stento a mettersi in piedi. No forse non ci si stuferà mai di arrampicare in un posto così bello!

Parlando di Cala Goloritzé in genere i superlativi si sprecano: solitamente si dice che è forse il posto più bello del Mediterraneo, per chi intende fare un'arrampicata a stretto contatto con l'ambiente, con il mare. Per quanto mi riguarda è vero, non conosco altri posti così selvaggi e belli, dove la roccia, perfetta sotto ogni punto di vista, si fonde così meravigliosamente con il blu del mare e con il verde del ginepro. Ma presentare il posto come "il più dei più" è certamente riduttivo, anche se le classifiche sembrano essere sempre di più l'unico metro di paragone nel mondo odierno. Direi piuttosto che sull'Aguglia è possibile vivere un'esperienza diversa dalla falesia, un'esperienza che non è alpinismo e non è arrampicata, un'emozione che si deve provare assolutamente. E penso che nel giro di questi 20 anni, dal momento in cui il primo uomo toccò quella cima, le cose non siano cambiate molto!

Quel giorno certamente Gogna e Manolo vissero un'esperienza veramente forte, come quelle che si vivono sulle montagne patagoniche o himalayane. I protagonisti raccontano infatti di un vento che faceva volare le pietre, di corde che parevano abbracciare il monolite... parole che abbiamo tutti imparato a memoria! Ma anche oggi che sull'Aguglia luccicano gli split, anche in una giornata serena e senza vento, anche oggi è possibile rivivere le stesse sensazioni dei primi salitori. Quando si lascia il suolo sotto di sé e i bagnanti sulla spiaggia diventano puntini colorati, le barche si fanno grosse come modellini e l'acqua trasparente della cala lascia intravedere il fondale, allora ci si scopre a guardare l'orizzonte e si è più che mai distratti da tutto ciò che ci circonda. Ci si sente improvvisamente vicini al proprio compagno e si cerca di indovinare quel che pensa, le sue sensazioni, le sue paure. La cima è il punto di arrivo di questo viaggio, quasi esso sia solo a livello interiore, come lo è il silenzio quando si ascolta un brano musicale ad occhi chiusi. Ed è importante come la cima riacquisti il suo significato simbolico proprio oggi che le nostre fatiche terminano solitamente ad una catena, quando ci giriamo a vedere se il compagno ci guarda, se qualcuno applaude o approva la nostra prestazione. Sulla cima dell'Aguglia si è invece soli e c'è sufficiente tempo per pensare un po'... Il mondo là sotto ci appare strano, quasi diverso, senza uomini a renderlo un po' più normale. Ed è bello attendere seduti l'arrivo del proprio compagno.

[Dalla guida "Pietra di Luna" di Maurizio Oviglia]